“Santità, intraprenda un viaggio nell’inferno degli abusi sessuali”

 

Udienza Generale del mercoledì di Papa Francesco

una lettera molto affettuosa (e anche molto pia e devota … ) a papa Francesco da parte di una signora americana che ha subito da giovane violenza sessuale e vuole ‘accompagnare’ il papa amato ad un passo non eludibile: farsi carico della croce dei peccati della chiesa:

Marco Politi
in “il Fatto Quotidiano”

del 22 ottobre 2013

C. M. è una signora americana dai capelli bianchi, ultrasessantenne. È stata abusata da bambina in una parrocchia dedicata a san Francesco. Dopo l’elezione di Bergoglio si è fatta coraggio e ha deciso di scrivergli una lettera. Non sapeva ancora che il nuovo papa a volte prende il telefono e cerca chi gli ha scritto. Voleva però che la lettera gli arrivasse. Così è partita dalla Pennsylvania, si è recata in Europa, ha cercato un vescovo di cui conosceva l’impegno nel combattere gli abusi sessuali compiuti dal clero ai danni di bambini e bambine, e gli ha consegnato la lettera. C.M. non sa se è stata poi recapitata a papa Francesco come le era stato promesso. Il testo rappresenta quel “grido di dolore”, che migliaia di vittime sconosciute e – ricorda l’anziana signora – spesso svilite da esponenti del clero ancora decenni dopo, rivolgono alla suprema autorità della Chiesa cattolica perché sia fatta giustizia. La questione di come contrastare più efficacemente i crimini di pedofilia e di togliere ai delitti la protezione di archivi ostinatamente chiusi è un capitolo del pontificato di papa Francesco ancora da scrivere. L’appello dell’anziana signora non è di chi alza la voce. Lo stile, pervaso di religiosità quasi poetica, potrà stupire qualche lettore europeo abituato al confronto- scontro. Ma la tradizione della fede in America è intrisa di immagini spirituali. E questa donna, una sopravvissuta all’inferno dell’abuso, ha fiducia in Francesco. Con delicata chiarezza gli chiede di affrontare il tema dei crimini sessuali nella Chiesa “senza cecità”, di entrare volontariamente nell’ “inferno degli abusi”, di non arretrare davanti al “calderone di peccati” della Chiesa. Di partecipare lucidamente alla “crocifissione” di migliaia e migliaia di bambini abusati. È proprio l’afflato religioso a rendere particolarmente forte l’appello di C.M. poiché nasce dall’interno del cattolicesimo profondo, lì dove si è scioccati per i crimini commessi da preti e ci si volge al papa di Roma perché sani le ferite inflitte da chi ha strumentalizzato il potere sacro. Guai, ricorda la Bibbia, quando gli umili sono calpestati e invocano il Signore. La lettera di C.M. è un documento tragico nella sua dolorosa mitezza. Potrebbe essere stata scritta da un’abusata o un abusato in qualsiasi parte dell’orbe cattolico. In America latina, in Asia, in Africa, in Europa, nella diocesi suburbicaria romana di Porto e Santa Rufina, dove il vescovo mons. Gino Reali – interrogato a proposito di un prete abusatore – ha risposto in tribunale: “Non posso correre dietro a tutte le voci… Faccio il vescovo, non l’istruttore”.

Santità, nostro prezioso Fratello Francesco: la pace di Dio sia sopra di voi, ora e sempre. Il mondo ha gioito quando il fumo bianco ha annunciato la scelta di uomo umile, che ha scelto il nome di Francesco – un santo che rinunciò ai suoi averi, persino alle sue vesti, iniziando il suo ministero nudo, senza alcuna protezione tranne quella di Dio. Vi scriviamo mosse da un profondo amore per voi e da un immenso dolore per la Chiesa e le sofferenze causate da esponenti della Chiesa… Vi invitiamo a compiere un viaggio all’inizio del vostro pontificato – un viaggio che richiederà tutto il vostro coraggio e la fiducia in Dio, che vi ama smisuratamente. Vi esortiamo a entrare volontariamente in ciò che sarà per voi Giardino di Getsemani, crocifissione, sepolcro e resurrezione mentre vi trasformate pienamente nel leader, di cui la Chiesa ha disperatamente bisogno. Nella vostra esperienza di crocifissione, se voi seguirete questa chiamata, voi resterete senza difese. Guarderete senza cecità nel calderone di peccati all’interno della Chiesa. Sperimenterete, con le braccia di Cristo strette affettuosamente intorno a voi, l’intensità delle sofferenze dovute all’attività e all’inattività di esponenti ecclesiastici attraverso i decenni e i secoli trascorsi. Sarete trafitti dalle male azioni della Chiesa a tutti i livelli. Sarete spogliato da ogni falsa illusione che possiate avere sulla Chiesa. Discenderete, come Gesù, nell’inferno della sofferenza. Sarete bagnati dalle sue lacrime e dalle vostre.
Sperimenterete il terrore di migliaia e migliaia di bambini, molti dei quali sono nuovamente traumatizzati da adulti da esponenti della Chiesa, che li sviliscono e impiegano manovre legali per evitare di assumere ogni responsabilità. Soffrirete il senso di vuoto di coloro, che ancora hanno paura di parlare. Sentirete il dolore che la Chiesa, usando la Scrittura, ha inflitto alle persone sulla base di razza, etnia, religione, genere e orientamento. Scavando profondamente nell’anima della Chiesa, scoprirete molti altri gruppi feriti. Sentite il loro dolore come se fosse il vostro. Non cedete alla tentazione di nascondervi da ciò che vedrete. Abbracciatelo. Soltanto sentendosi sinceramente amate le parti frantumate potranno essere guarite… Soltanto vivendo volontariamente la vostra crocifissione, potrete emergere pienamente come il leader, che siete chiamato ad essere. Soltanto allora sarete capace di parlare trasparentemente con la saggezza, la chiarezza, la gioia e la compassione del Cristo risuscitato… Sembra che San Francesco nel suo amore per la semplicità e la povertà abbia subito attacchi da parte dei propri frati, con il risultato delle sue dimissioni… Anche voi (papa Francesco) sarete attaccati dalla gente, specie da coloro che a ragione rifiutano di riconoscere ed affrontare i fallimenti della Chiesa… Voi siete il nuovo Francesco. Io solamente un fragile canale. Insieme a persone di tutto il mondo io vi trasmetto teneramente il messaggio indirizzato a voi: “Ripara la mia chiesa”. Entrate nella vostra crocifissione ed emergete come colui che, con grande tenerezza e vulnerabilità, restaura il corpo di Cristo a livello delle cellule. Curate anche il vostro corpo mentre fate il vostro cammino. È il veicolo attraverso il quale queste opere potranno essere compiute. Vostra in Cristo. Fatto con amore. C.M.